Prof. Francesco Bruno, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia
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ISPLAD
"La tua pelle. Il tuo biglietto da visita."
La psicologia dell’acne.
Intervista al dermatologo milanese Francesco Bruno.

Prof. Francesco Bruno, Dermatologo a Milano, Co-fondatore dell’ ISPLAD (International Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology), Membro del Mediterranean Acne Board, Membro dell’Italian Acne Club dell’Italian Acne Board. 
 
E’ autore del libro “Acne addio” Ed. Albeggi vai al sito >> 
 
 
Gli effetti psicologici provocati dall’acne sono purtroppo spesso sottovalutati dai parenti del paziente e, a volte, anche dagli stessi medici. In genere chi veramente comprende in modo empatico il "dramma" dell’acne è essenzialmente il dermatologo che si occupa di acne, un amico, o un genitore che ci ha sofferto in passato. L’acne, in alcuni casi, può avere conseguenze sul piano psicologico e sociale. Tali disagi non sono necessariamente legati e proporzionati all’entità del quadro clinico. Persino una forma di acne giovanile mite può provocare un grave imbarazzo a chi ne è affetto. 
 
Il periodo della vita nel quale l’acne è più diffusa (12-25 anni), acuisce comprensibilmente il disagio, anche dal punto di vista relazionale e sociale. Durante l’adolescenza, il giovane sviluppa ed elabora la sua personalità e, il vedersi "diverso", con l’acne, lo fa sentire non accettato dai suoi coetanei. L’atteggiamento più comune è una tendenza all’isolamento. I rapporti con l’altro sesso potrebbero a volte comportare dei veri e propri com plessi. 
 
Dal punto di vista psicologico, non è meno grave la reazione del soggetto acneico più grande di età, 25-30 anni. Uno dei più frequenti luoghi comuni che influenza spesso l’immaginario di questi soggetti, è che l’acne "da grandi" guarisce spontaneamente. In questo periodo della vita, subentrano delle esigenze che possono procurare altri problemi: attività a contatto col pubblico, inserimento nel mondo del lavoro, ecc. 
 
Questo può portare ad una diminuzione dell’autostima e, conseguentemente, ad un minor rendimento nel lavoro. 
 
Acne e stress - Malattia psicosomatica? O somatopsichica? 
Viene spesso  riferito dai pazienti un aumento dell’acne in un periodo di stress psico-fisico o prima di un evento importante: un colloquio di lavoro, un esame, un  incontro romantico... Quanto c’è di vero in tutto questo? 
 
Schematicamente, la sequela di fenomeni che starebbe alla base del problema, è che il primo segnale di stress arriva all’ipotalamo che lo trasferisce all’ipofisi, che a sua volta invia messaggi chimici alla corticale del surrene che produrrà più androgeni con conseguente aumento del sebo. Anche se questa spiegazione ha una dignità scientifica, non si hanno delle reali prove che tutto questo avvenga realmente, con un così palese rapporto causa-effetto. Così come nessun dosaggio ormonale lo può dimostrare. 
 
In pratica nell’acne non è prevalente il fatto che il "nervosismo" aumenta l’acne, ma esattamente il contrario. Non è tanto lo stress o i fattori emozionali che aumentano l’acne, ma l’acne come malattia, come grave disturbo estetico, che provoca lo stress, il disagio, il malessere e a volte anche la depressione. 
 
Quindi più che una malattia psicosomatica, l’acne andrebbe definita una malattia somatopsichica. 
 
Depressione e Acne. 
L’angoscia, l’ansia di avere l’acne, in alcuni soggetti può portare ad una depressione e può contribuire ad acuire una depressione o slatentizzare un atteggiamento bipolare. I sintomi più frequenti sono rappresentati da: sbalzi dell’umore (tristezza alternata ad euforia o irascibilità), anoressia/bulimia, astenia, sonnolenza, ansia e pianto. Si aggiunge sovente una trascuratezza del proprio aspetto fisico e dell’abbigliamento. Svogliatezza e demotivazione possono avvenire sia nello studio, sia nel lavoro. 
 
Esempi: "non ho voglia di andare all’università, non ho voglia di andare in ufficio…, preferisco stare a letto tutto il giorno…ecc…". 
 
Un altro sintomo tipico della depressione è il complesso di colpa: "…dottore che cosa ho fatto di male per “meritare” questa brutta acne?". 
 
In casi del genere il paziente, consciamente o inconsciamente, tende a "punirsi", strizzando continuamente i brufoli in modo compulsivo, provocando la formazione di macchie e cicatrici. (Acne escoriata - Masochismo cutaneo). 
 
Terapia. 
L’atteggiamento che il dermatologo deve adottare è parlare col paziente e informarlo che l’acne oggi è curabile. E’ necessario far capire al paziente che non sempre i tempi di cura saranno brevi e che per un risultato efficace e duraturo, la sua collaborazione nei comportamenti, è di fondamentale importanza. 
 
Strategie pratiche. 
Se una ragazza, desidera nascondere l’acne con una frangetta per coprire i brufoli della fronte, lo può fare senza problemi. Non è affatto vero che "nascondere" l’acne coi capelli faccia male o sia poco igienico, basta ovviamente tenerli sempre ben puliti. 
 
Volersi bene. 
Dal punto di vista psicologico, aiuta molto scegliere un abbigliamento curato, andare in palestra o praticare uno sport. Anche se l’alimentazione non ha alcuna relazione con l’acne, seguire un regime die tetico equilibrato, non fa certamente male. Ma le cosiddette "trasgressioni" alimentari (un aperitivo, la cioccolata, un buon dolce ogni tanto), sono consentite e fanno certamente bene all’umore. 
 
Detersione e make up. 
Anche se non è scientificamente provato che l’inquinamento peggiori l’acne, la sera quando si torna a casa dopo una giornata di lavoro, è necessario rimuovere bene con un latte detergente lo smog, che,  otturando i pori, non fa certamente bene alla pelle. Al mattino, dopo avere messo una crema da giorno,  ci si puo’ truccare. Non è assolutamente vero che il trucco può far male all’acne. Al contrario, coprire i brufoli dà un grande conforto sul piano psicologico. Si possono utilizzare fard e fondotinta. 
 
E’ preferibile usare cosmetici che non ungano la pelle, cosiddetti "oil free". 
 
 
Dodici importanti regole nella gestione dell’acne. 
1) Non strizzare mai le pustole o i comedoni; 
2) Evitare il fai-da-te (curarsi da soli seguendo consigli su internet); 
3) Non fare pulizie del viso dall’estetista; 
4) Non farsi travolgere emotivamente dall’acne. Lo stress e l’ansia la peggiorano; 
5) Non sottoporsi ad inutili diete alimentari. E’ ampiamente provato che l’alimentazione, né le intolleranze alimentari, hanno alcuna relazione con l’acne; 
6) Non credere a terapie miracolose, specie pubblicizzate in rete, per il solo fatto che non esistono! 
7) Non ci sono altre figure professionali per curare l’acne, se non lo specialista dermatologo; 
8) E’ bene seguire i consigli del dermatologo che consiglierà anche che il tipo di trucchi da utilizzare per nascondere l’acne durante la cura; 
9) Se, per colpa dell’acne, la  qualità di vita relazionale del paziente peggiora e il dermatologo ravvisa dei sintomi ansioso-depressivi da curare con lo psicologo o con lo psichiatra, non ci si deve preoccupare, ma è bene seguire i suoi consigli; 
10) Oggi la depressione è una malattia curabile; 
11) Evitare di fumare troppo. Se proprio non se ne puo’ fare a meno, è meglio non superare le cinque sigarette al dì; 
12) Non praticare terapie ormonali, eccetto alcuni casi particolari. Presentano molti effetti collaterali e non risolvono l’acne.

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(Terapie e risultati descritti possono variare da paziente a paziente)
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