Prof. Francesco Bruno, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia
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"La tua pelle. Il tuo biglietto da visita."
Guida di supporto ai genitori per la gestione dei figli acneici.
L’acne č un problema per gli adolescenti! Aiuta i tuoi figli ad affrontare il problema e mettete i brufoli nelle mani giuste.

Fonti bibliografiche: 1) Clinica dell’acne; G. Fabbrocini, G. Monfrecola, V. Battimiello; Progettoasco.it; 2010 2)Terapia topica dell’acne; N. Skroza; Rivista della società italiana di medicina generale N.4, 20103) Acne addio Consigli pratici per conoscerla, affrontarla, guarirla; F. Bruno, Aldeggi edi- zioni; 2013 4) L’acne a fumetti, F. Bruno; 2002. 
 
L’Italian Acne Board (I.A.B.), è un gruppo di studio nato nel 2004 dalla collaborazione di esperti di cinque scuole dermatologiche italiane (Catania, Ferrara, Milano, Napoli e Roma), con l’intento di studiare meglio e mettere a fuoco i problemi clinici, terapeutici, cosmetologici e psicologici dell’acne. Questo opuscolo non vuole essere un manuale che insegni la gestione del rapporto con i propri figli, ma un semplice strumento che possa aiutare i genitori ad affrontare un problema subdolo come l’acne che condiziona sempre in modo negativo la vita dei nostri figli e che spesso rende ancora più difficile il compito già complicato di noi genitori. Tutti noi dermatologi, sappiamo bene che il genitore di un ragazzo con l’acne riveste un ruolo molto importante, influenzando le scelte comportamentali e terapeutiche. Proprio per questo ci permettiamo di suggerirvi di affidare i vostri figli alle cure dello specialista giusto: IL DERMATOLOGO. 
 
Cos’è l’acne? 
L’acne è una malattia ad eziopatogenesi multifattoriale con una prevalenza molto alta nella popolazione giovanile (circa l’80% degli adolescenti, con incidenza maggiore nei maschi), periodo in cui l’immagine corporea rappresenta un biglietto da visita importante per la vita di relazione. 
 
Negli adolescenti le lesioni sono più frequentemente presenti a livello del volto, interessando fronte, guance, mento. In età post-adolescenziale, invece, le lesioni si localizzano pre-ferenzialmente attorno alla bocca nelle donne e a livello del tronco negli uomini. L’acne è causata da numerosi fattori: 
 Predisposizione genetica; 
 Aumento della produzione di sebo; 
 Ritenzione di cellule cornee nel dotto delle ghiandole sebacee; 
 Processi infiammatori ed immunitari in parte provocati dalla presenza di un batterio il Propionibacterium acnes. 
 
L’acne viene distinta in tre forme principali: lieve (comedonica e papulo-pustolosa con pochi elementi); intermedia (papulopustolosa con numerosi elementi e nodulocistica con poche lesioni); grave (nodulocistica con molte lesioni e/o conglobata). Secondo le più recenti linee guida proposte dalla GA (Global Alliance to Improve Outcomes in Acne), ad ogni specifica forma di acne deve corrispondere un adeguato trattamento. Essendo l’acne un disordine a patogenesi multifattoriale, il trattamento più efficace è quello che agisce sul maggior numero di fattori patogenetici, pertanto un trattamento di tipo combinato, stabilito dal Dermatologo e sotto suo stretto controllo. 
 
L’acne è una malattia che va curata dallo specialista dermatologo. Non bisogna affidarsi a luoghi comuni o rimedi fai-da-te senza nessun fondamento scientifico. Fondamentale è un informazione corretta, semplice ed esauriente su una malattia che investe fortemente l’aspetto psico- logico dei ragazzi. Oggi il Dermatologo dispone di numerose terapie per poter intervenire efficacemente sull’acne. Si può guarire dall’acne se si osserva una terapia costante e si seguono in maniera scrupolosa le indicazioni del dermatologo anche per quanto riguarda le abitudini di igiene e detersione. 
 
Conseguenze psicologiche dell’acne. 
Oggi si sa che gli effetti psicologici provocati dall’acne, sebbene sottovalutata ancora da molti (familiari, figure professionali), possono avere conseguenze sociali e relazionali gravi. Generalmente esiste una corrispondenza diretta tra la severità clinica dell’acne e il peggioramento della qualità di vita. 
 
Nella maggior parte dei casi, l’acne di qualunque tipo (lieve, moderata o grave) crea imbarazzo e isolamento a chi ne è affetto. Da non sottovalutare è anche il percepito della persona che ne soffre: può infatti capitare che un ragazzo con un’acne di tipo lieve la viva come un’acne grave con tutte le conseguenze emotive che ne conseguono: giovani che si vedono diversi e si sentono non completamente accettati dai loro coetanei. 
 
Crescendo con l’età, la situazione psicologica può divenire ancor più grave perché subentrano problemi sul lavoro e una diminuzione dell’autostima. Attenti quindi a sminuire il problema o a fare battute con i vostri figli, loro devono già subire le prese in giro dei loro compagni di scuola e degli amici. 
 
Nella loro irresponsabile incoscienza, non pensano, infatti, che l’angoscia e l’ansia di avere l’acne, possono causare depressione o contribuire ad acuire una depressione latente. 
 
Sappiamo che anche per noi genitori non è facile accorgersi di quanto succede, però spesso siamo proprio noi che tendiamo a sminuire la gravità clinica della patologia, con affermazioni come: "ma sì, è solo una cosa temporanea dovuta all’adolescenza", "è solo una questione ormonale"; "se continui a mangiare schifezze non ti andrà mai via" e potremmo continuare così per molto. Il fatto è che la maggior parte di queste affermazioni non hanno alcun fondamento e l’unica cosa che provocano è rabbia o depressione nei nostri figli che non solo non si sentono capiti nella loro difficile situazione ma si vedono anche sminuire il problema che in quel momento è il centro della loro esistenza. La conseguenza diventa un allontanamento dei nostri figli che non ci sentono vicini e partecipi della loro sofferenza. 
 
Ma come può un genitore capire quando dietro i brufoli si nasconde un disturbo psicologico? 
Ci sono dei segnali "d’allarme" abbastanza comuni, con alcune differenze fra maschi e femmine. Il primo campanello d’allarme è sicuramente una tendenza all’isolamento (più comune nei maschi che nelle femmine). Il ragazzo si chiude in se stesso e al mondo esterno: "non mi va di uscire con i miei amici, a quella festa non vado...". Le ragazze invece è più facile che esprimano il disagio chiaramente, argomentando le motivazioni del loro isolamento: "le mie amiche hanno tutte la pelle bellissima, nessun ragazzo si avvicinerà a me con questi brufoli...". Altro campanello d’allarme potrebbero essere: sbalzi d’umore improvvisi, momenti di tristezza alternati a euforia o scatti d’ira, ma anche sintomi della sfera alimentare quali l’astenia, l’anoressia o la bulimia, tratti di sonnolenza, ansia e pianto, o anche una improvvisa trascuratezza del proprio aspetto fisico o nell’abbigliamento, un processo di demotivazione e svogliatezza nello studio e sul lavoro. 
 
In uno stadio più grave della depressione, potrebbe anche manifestarsi un ingiustificato complesso di colpa sull’origine dell’acne, che porta ad autopunirsi attraverso un comportamento sbagliato, di cui l’acneico è consapevole al punto che viene definito masochismo cutaneo e che consiste nella continua manipolazione dei brufoli che, quasi inevitabilmente, lascerà macchie e cicatrici. 
 
Se si intuisce che la causa di un’anomalia nel comportamento dei nostri figli è l’acne, forzarli a parlare di ciò che li turba potrebbe risultare controproducente. Il consiglio che ci permettiamo di dare a tutti i genitori è di comprendere il problema e affidare vostro figlio alle cure del dermatologo, cercando di renderlo più autonomo possibile nella gestio- ne quotidiana della cura. 
 
Come comportarci con i nostri figli, e come scegliere le parole e il tono da usare? 
Mostrare un atteggiamento positivo, ricco di sorrisi e aperture, innanzitutto guadagnandosi la loro fiducia, non mentendo e non sottovalutando la sofferenza che la situazione comporta. Parlare, parlare e ascoltare, senza mai stancarsi. Questo è il primo passo perché nostro figlio ci viva come punto di riferimento e ci chieda di aiutarlo. 
 
Insieme l’acne si vince! 
La cosa a cui nostro figlio deve credere per prima è che, nonostante la guarigione sia una strada lunga che richiede tanta pazienza, l’acne oggi è curabile se affidata alle mani di un esperto: IL DERMATOLOGO. 
 
La fiducia nel proprio specialista dermatologo, ed un rapporto diretto con esso, è una delle chiavi di volta del successo della terapia e della guarigione, che passa anche attraverso una particolare cura nel seguire i suoi consigli nell’ambito dell’alimentazione e dello stile di vita. I tempi potranno non essere brevi, ma per un risultato efficace e duraturo, la sua aderenza alla terapia è l’elemento fondamentale. Bisogna che impari a monitorare l’andamento della malattia, se ha mantenuto le promesse e le scadenze, a gioire e riconoscere ogni piccolo miglioramento, consapevole che di fronte a qualche ricaduta ci saranno ancora momenti giù, piccole depressioni temporanee davanti allo specchio. 
 
L’obiettivo è aiutarlo a recuperare l’amore verso se stesso, riacquistare sicurezza e autostima. 
 
Alcuni falsi miti sull’acne... 
Ancora oggi sono numerosi i falsi miti riguardo questa patologia... è bene sfatarli!! 
 
 L’alimentazione influenza l’acne L’acne non è determinata dall’alimentazione. Mangiare in maniera scorretta implica altre problematiche (obesità, diabete) come l’instaurarsi di una resistenza all’insulina che può influenzare il decorso clinico della malattia; 
 Le lampade abbronzanti fanno guarire l’acne Non è vero che gli ultravioletti di tipo A delle lampade abbronzanti curano l’acne. L’apparente effetto benefico è da attribuire al mascheramento delle lesioni infiammatorie dovuto all’abbronzatura. In realtà gli ultravioletti, sia artificiali sia naturali (Sole), possono generare un peggioramento dell’acne dopo 1-2 mesi dall’abbronzatura; 
 L’acne è un problema ormonale Non è vero che l’acne sia dovuta ad alterazioni dei livelli ormonali. Pertanto, praticare dosaggi ormonali è economicamente dispendioso e inutile. Solo in rari casi, pazienti di sesso femminile, con acne resistente, marcati disturbi del ciclo, eccessiva peluria sul viso, capelli grassi e diradati e lieve obesità, possono ricevere dal dermatologo indicazioni ad esami atti a svelare un possibile iperandrogenismo; 
 La pillola anticoncezionale risolve l’acne Non è vero che l’assunzione della comune pillola anticoncezionale possa far guarire l’acne. La pillola può essere utile solo in quei casi che richiedono una regolazione del ciclo ma solo come coadiuvante alla terapia antiacne vera e propria. In altre parole la sola assunzione della pillola senza trattamento specifico (locale e generale) prescritto dal dermatologo non porta a migliora- menti sostanziali dell’acne; 
 I capelli grassi sulla fronte fanno venire l’acne. Non è vero; 
 Manipolare le pustole (brufoli) è dannoso ai fini del decorso anche se le pustole non sono infettive Non è vero. Le pustole acneiche non sono infettive. Si consiglia di non manipolare le lesioni per evitare di peggiorare i fenomeni infiammatori e di lasciare cicatrici più evidenti.

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(Terapie e risultati descritti possono variare da paziente a paziente)
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