Prof. Francesco Bruno, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia
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"La tua pelle. Il tuo biglietto da visita."
Tutto su i funghi cattivi.
Con la consulenza del Prof. Francesco Bruno, specialista in dermatologia e venereologia a Milano.

Virus e batteri non sono gli unici "nemici" che possono sferrare attacchi pericolosi verso il nostro organismo. In alcuni casi, a scatenare disturbi e malattie sono i miceti. Con la consulenza del Professor Francesco Bruno, medico chirurgo specialista in dermatologia e venereologia a Milano, scopriamo quelli da temere maggiormente.

La Candida.
La Candida albicans è un fungo presente normalmente nel nostro organismo, specie nelle aree più umide, come i genitali, il cavo orale, la pelle e la mucosa intestinale.

* In condizioni normali è in equilibrio con gli altri microrganismi presenti nella zona ed è innocuo. In certe situazioni, invece, finisce con il prevaricare e rompere l’equilibrio, trasformandosi in elemento patogeno.

* Quando succede? Per esempio, dopo terapie antibiotiche prolungate, durante l’uso di farmaci (come pillola anticoncezionale, cortisone, antinfiammatori e inibitori di pompa per lo stomaco), e in caso di dieta scorretta.

Che cosa provoca.
La candidosi può manifestarsi in tanti modi differenti. Una delle forme più comuni è quella a carico dei genitali, che provoca perdite biancastre, dense, caseose, con forte irritazione, bruciore e prurito locali.

* Anche la candidosi della bocca è abbastanza frequente. Può provocare la formazione di chiazze bianche, cremose e dolorose all’interno della bocca, lingua arrossata e dolorante, spaccature agli angoli delle labbra.

Come si interviene.
Il medico può prescrivere antimicotici da applicare localmente e/o da prendere per bocca. Sono utili anche le cure naturali, per esempio le compresse a base di estratti di semi di pompelmo.

* È utile anche seguire alcune regole di igiene e cura personale (come lavarsi sempre le mani prima e dopo essere andati in bagno e non indossare pantaloni troppo stretti) e curare l’alimentazione (in primis riducendo il consumo di dolci, prodotti lievitati e fermentati).

L’Aspergillus.
L’Aspergillus fumigatus è un fungo che prolifera nel terreno, nella vegetazione in decomposizione, nei cibi, nelle polveri e nell’acqua. In condizioni normali, non provoca alcun problema: anche se si entra in contatto con esso, non succede nulla.

* In alcuni casi, invece, l’inalazione delle sue spore o l’invasione diretta attraverso la cute lesionata possono scatenare un’aspergillosi, ossia un’infezione che in genere coinvolge l’apparato respiratorio, ma che può interessare anche altri organi (come orecchie, unghie, occhi, sangue).

* Ciò succede soprattutto nei soggetti con difese basse, in chi segue cure a base di corticosteroidi di lunga durato, dopo interventi chirurgici e in presenza di determinate malattie.

Che cosa provoca.
L’Aspergillus può provocare diversi tipi di infezioni, che nella maggior parte dei casi danneggiano solo l’organo che colpiscono, ma talvolta possono causare anche conseguenze sistemiche.

* Le varie aspergillosi si manifestano in modo diverso: per esempio, nell’aspergillosi polmonare invasiva possono comparire febbre, difficoltà respiratoria, tosse, dolore toracico ed emissione di sangue con i colpi di tosse, mentre nell’aspergillosi broncopolmonare allergica si possono avere malessere, respiro sibilante e affannoso, tosse, perdita di appetito e febbricola.

Come si interviene.
Le cure dipendono dal tipo di aspergillosi presente. Per esempio, nelle aspergillosi allergiche si possono utilizzare corticosteroidi e/o antimicotici.

I dermatofiti.
I dermatofiti sono miceti che tendono ad attaccare la pelle e gli annessi cutanei (unghie e peli), scatenando infezioni dette dermatofitosi.

* La dermatofitosi più comune è la tinea pedis, conosciuta anche come “piede d’atleta”, che interessa gli spazi interdigitali e/o la pianta dei piedi.

* In genere, i funghi si acquisiscono dal terreno, tramite il contatto con una superficie contaminata, oppure tramite il contatto diretto con la pelle infetta. Alcuni fattori aumentano il rischio: presenza di sudore; uso di detergenti troppo aggressivi; impiego di calzature strette; scarsa igiene; camminare scalzi in ambienti umidi (come spogliatoi, docce, piscine coperte, saune); determinate malattie (tipo obesità e diabete); indebolimento generale; impiego di certi farmaci (come cortisonici e antibiotici).

Che cosa provocano.
Il piede d’atleta si manifesta in modo caratteristico con rossore e prurito tra gli spazi interdigitali, frequentemente fra il terzo e il quarto dito, spesso associati a desquamazione, rossore e screpolature. Se non si interviene, il problema può anche estendersi e arrivare a coinvolgere altre parti del piede, come la pianta.

Come si interviene.
Solitamente il medico prescrive una cura a base di farmaci antimicotici locali: soluzioni o pomate da applicare sulla cute interessata per qualche settimana. In alcuni casi, si rende necessaria l’assunzione per bocca di farmaci antimicotici.

* È importante anche seguire alcune regole, come: usare saponi non aggressivi; asciugare bene i piedi dopo bagno e doccia; spogliare il prima possibile calze e scarpe umide; non camminare a piedi scalzi negli spogliatoi, nelle saune, sui bordi delle piscine, nei bagni pubblici; evitare scarpe strette e in materiali sintetici non traspiranti; preferire calze e calzini in materiale naturale.

Il Malassezia furfur.
Si tratta di un fungo che vive normalmente sulla pelle di tutti e in tutte le stagioni, ma che talvolta riesce a proliferare, diventando improvvisamente aggressivo. In questi casi può scatenare la pitiriasi versicolor, chiamata anche "fungo da mare", un’infezione che impedisce di abbronzarsi negli strati più profondi della pelle.

* I fattori che promuovono la crescita del fungo sono: aumento della sudorazione, clima caldo e umido, abbassamento delle difese naturali dell’organismo, cambiamenti ormonali, pelle grassa, frequentazione di ambienti umidi come le piscina, dieta scorretta.

Che cosa provoca.
La malattia causa la comparsa di piccole chiazze tondeggianti, di grandezza variabile, di color marroncino soprattutto sul torace.

* Dopo l’esposizione al sole e l’abbronzatura, le macchie diventano più chiare in particolare sul collo, sulle spalle, sulle braccia, sulla schiena e sul torace. Il fungo, infatti, produce acido azelaico, che si nutre di melanina, il pigmento che dona l’abbronzatura.

Come si interviene.
In genere, la cura è a base di farmaci antimicotici. In alcuni casi, si tratta di soluzioni o pomate da applicare localmente, sulla parte di cute interessata dall’infezione, per alcuni giorni. In altri, si tratta di farmaci da prendere per bocca, anche per diversi mesi.

* Il medico può consigliare anche l’uso di detergenti acidi che combattono la proliferazione dei funghi.

Le muffe.
Anche le muffe appartengono al regno dei funghi. Si tratta di elementi che, nei soggetti predisposti, possono scatenare allergie, soprattutto rinite e asma. Le spore con le quali si riproducono, infatti, hanno dimensioni ancora più piccole di quelle dei pollini e, trasportate, dal vento possono penetrare nelle vie respiratorie.

* Le muffe sono presenti sia nell’ambiente esterno, per esempio sul suolo, nel sottobosco, su sostanze in decomposizione, sia nell’ambiente interno, laddove c’è una forte umidità, come in bagno, in cucina, nei sottoscala.

Quando colpiscono le unghie.
I funghi possono attaccare anche le unghie: in questo caso si parla di onicomicosi. Questa problematica interessa soprattutto le unghie dei piedi, le più esposte alle condizioni di rischio (l’ambiente caldo e umido e i traumi per uso di scarpe strette o a seguito dell’attività sportiva). Si riconosce perché inizialmente causa la comparsa di macchie bianche o gialle sulle unghie, che si presentano ispessite e possono sbriciolarsi. Se si diffonde in profondità può succedere che l’unghia perda colore, si ispessisca e sviluppi dei margini frastagliati causando anche dolore.

* Il trattamento contro le micosi, una volta iniziato, non andrebbe interrotto anzitempo, altrimenti possono ricomparire recidive più importanti.

2 cose da fare.
1. Non grattarsi, perché così facendo di rischia di ritardare la guarigione e anzi di estendere il problema e di provocare piccole lesioni che possono peggiorare la situazione.
2. Su consiglio del medico, si possono eseguire ogni giorno (per pochi minuti) sciacqui in acqua e bicarbonato: questa sostanza, infatti, esercita un’azione lenitiva e migliorativa.

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